CASTAGNETI IN PERICOLO

PREMESSA

La nostra associazione da sempre sensibile alle problematiche locali si è impegnata negli anni nell’organizzazione di iniziative ed eventi finalizzati ad elevare il livello socio culturale dei cittadini campanesi fermare il calo demografico di CAMPANA e sensibilizzare le istituzioni preposte per ottimizzare i servizi.

Si riporta integralmente l’Art. 4 dello Statuto Sociale:

“L'associazione, avvalendosi delle prestazioni personali, spontanee e gratuite dei propri aderenti non ha alcuno scopo di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale e si pone come obiettivi, l’elaborazione, promozione, realizzazione di progetti di solidarietà sociale, tra cui l’attuazione di iniziative socio educative e culturali.”

 - PARTECIPA attivamente alla “campagna” promossa dal Comitato Cittadino finalizzata a SALVARE i  CASTAGNETI di CAMPANA tentando di risolvere la grave crisi del settore castanicolo partendo dalla lotta biologica al Dryocosmus kuriphilus meglio conosciuto come Cinipide Galligeno del castagno con “lanci” del Torymus sinensis, insetto antagonista del cinipide.

A tale proposito si riportano i consigli del dr. Antonio Scalise dell’A.R.S.A.C.

“…il cinipide causa sulle piante di castagno delle galle che riducono la superficie fotosintetizzante della pianta, che, di conseguenza, cresce meno e si indebolisce, diventando più sensibile agli stress biotici e abiotici. Anche per questo motivo diventano ancora più necessarie le giuste cure agronomiche, iniziando dagli adeguati piani di concimazione e dagli adeguati tagli di potatura, non dimenticando però che il materiale di risulta non deve essere né rimosso né bruciato nelle zone dove sono stati effettuati i lanci dell’antagonista poiché la larva del Torymus rimane nella galla fino alla primavera dell’anno successivo, o di quello dopo.”

 - CONTRIBUISCE con l’iniziativa “PIÙ  DAI - PIÙ  DIAMO” : l’associazione dà, in questa prima fase, un contributo economico del 20% per un importo massimo di mille euro (dai fondi del cinque per mille),importo da calcolare in base alla somma totale che verrà raccolta tra i cittadini. Si è pensato di utilizzare tale calcolo allo scopo di coinvolgerli attivamente all’operazione di bonifica dei castagneti malati.

- ORGANIZZA “banchetti informativi” in piazza da sabato 15 aprile 2017 allo scopo di informare i cittadini interessati della gravità del problema. Essendo infatti il castagno una coltura molto diffusa nelle zone collinari e montane del nostro territorio, la crisi del settore comporta un ulteriore impoverimento dal punto di vista economico, ma anche e soprattutto sociale accelerando il fenomeno dello spopolamento già in atto nel nostro paese. L'intento è quello di sottolineare il ruolo di sentinella dell’agricoltore e ricordare che l’abbandono dei castagneti potrebbe far venire meno la salvaguardia dell’ambiente, la tutela del paesaggio e la manutenzione del territorio.

L’associazione inoltre PROPONE e SI IMPEGNA a:

  1. Realizzare una mappatura completa e dettagliata del territorio coltivato a castagno e delle località che saranno interessate ai “lanci” dell’insetto antagonista
  2. Documentare con foto-video la situazione precedente e successiva ai “lanci” e a verificarne l’evoluzione
  3. Consultare esperti regionali della divulgazione agricola dell’ARSAC e/o esperti delle organizzazioni di categoria (CIA, Coldiretti ecc.)

Ecco di seguito alcune notizie di recenti iniziative pubbliche in merito al problema:

“É valutata nell'ordine del 90% circa, negli ultimi anni, la riduzione della produzione castanicola in Calabria. Livelli da vero e proprio allarme - come fanno sapere le organizzazioni agricole, ultima in ordine di tempo la Cia Calabria - che rischiano, stando così le cose, di cancellare un intero filone produttivo che nel corso dei decenni passati ha sostenuto l'economia delle aree interne calabresi. A causare questa vera e propria debacle settoriale in zone altamente vocate del territorio calabrese, è il temibile Dryocosmus kuriphilus meglio conosciuto come Cinipide Galligeno del castagno. Nel 2012, dopo ben 10 anni dall'introduzione del parassita e la verifica dei danni prodotti ai castagneti, sono iniziati i lanci del Torymus sinensis, antagonista del cinipide utilizzato proprio per arginare il problema. Tuttavia mentre nel nord del Paese l'utilizzo di questo sistema di lotta biologica ha iniziato a dare i propri frutti, nel sud della Penisola la situazione non è migliorata affatto e, anzi, le cose sono via via peggiorate.

A pagare le maggiori conseguenze dell'azzeramento o quasi della produzione castanicola sono state le aree dell'interno collinare e montano dove la coltura è molto diffusa. E la crisi sopravvenuta al calo della produzione rischia di provocare in un meccanismo a catena pesanti ripercussioni sul piano economico contribuendo allo spopolamento di intere fasce di territorio. Tanto più che l'abbandono dei castagneti potrebbe riflettersi sulla salvaguardia dell'ambiente, la tutela del paesaggio, la manutenzione del territorio. L'unica possibilità di ripresa della castanicoltura - fanno sapere le organizzazioni di categoria - è quella di arrivare al varo di un nuovo piano di settore a livello di programmazione regionale.

In conclusione grazie ai lanci degli antagonisti molte regioni hanno riportato le produzioni castanicole quasi ai livelli precedenti la diffusione del cinipide.”

“La Calabria - si legge in una nota - non ha ancora ottenuto grandi risultati, sicuramente perché è una delle regioni italiane con maggiore superficie castanicola ma anche perché il lavoro da fare è ancora tanto e soprattutto sarà necessario evitare di commettere gli errori che negli anni passati hanno rallentato la parassitizzazione del Torymus.

… e se il castanicoltore in una situazione di scarsa produzione e di difficoltà a fare reddito con il castagneto non volesse investire in esso con le corrette cure agronomiche, deve pensare che ne va del futuro del castagneto stesso.”

L’auspicio è quello di avere nel breve periodo un ripristino delle produzioni di qualità e che, attraverso l’aggregazione dei produttori e giuste politiche di marketing, si possa discutere di problematiche di mercato e non più fitosanitarie.

Per approfondire clicca sui link:

- Castanicoltura a rischio scomparsa in Calabria: l'allarme delle organizzazioni agricole

- Convegno Cia su castanicoltura in Calabria: “Tra problemi e prospettive”

 

ARTICOLI

Gazzetta del Sud

IonioNotizie.it

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